Il corpo, l’orecchio e l’essenza del cosmo

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“L’essere che ascolta, è un essere che canta, che vibra, è un essere vivente; che vive per sé e vive per gli altri. Vive per riuscire a essere all’unisono con un cosmo che canta incessantemente la sua presenza. Per vivere, l’uomo deve accordarsi alla risonanze che animano l’universo. Se non lo fa, non gli è possibile aderire al concerto permanente cui è invitato a partecipare. 

Sono convinto che l’orecchio sia essenziale di per sé, nel senso che rappresenta la porta d’accesso all’Essenza, Il suo sbocco è nell’Essere in quanto ne rappresenta l’apertura sul mondo attraverso il corpo. L’orecchio fa del corpo il proprio strumento mediante il dinamismo energetico che gli assicura, mediante il linguaggio che gli infonde, mediante la captazione dell’universo sonoro che gli propone e sul quale si modulano il canto, la musica, la parola. Il cosmo nella sua totalità diventa allora una realtà unica attraverso questa via d’accesso che dà vita e facoltà di trasmissione. Saranno le strutture linguistico-sonore a rendere percettibile l’universo, beninteso entro i limiti delle capacità umane.
Perché in fin dei conti essere in ascolto significa predisporre tutto il proprio corpo in modo da accedere al livello che la facoltà di ascolto esige. Significa tendere l’orecchio, proprio nel senso espresso con tanta esattezza dal linguaggio familiare. Se ci pensiamo attentamente, constatiamo che in effetti è qualcosa di più che offrire il proprio orecchio. Vuol dire indurre il proprio sistema nervoso a convergere verso ciò che quest’organo richiede imperativamente. E così l’uomo diventa un’antenna ricevente, quando decide di mettersi nello stato d’animo che l’ascolto richiede.
Si vedrà che questa “volontà di attenzione verso…” è ancora più evidente quando si tratta di ascoltare se stessi, quando è necessario assumere il proprio controllo, come nel caso dell’atto parlato o dell’atto cantato.” (L’orecchio e la voce” di Alfred Tomatis, Baldini&Castoldi)

Alla luce di questo vero e proprio inno all'”orecchio teso…” di A. Tomatis risulta particolarmente stimolante la lettura delle conclusioni di “Uditori della Parola” del teologo K. Rahner circa la profonda identità di “uditore” di ogni essere umano:

“La rivelazione, nel caso che sia possibile, presuppone che l’uomo debba essere aperto a ricevere la comunicazione che l’Essere assoluto fa di se stesso attraverso la sua parola luminosa. L’uomo è l’ente che nella sua storia deve tendere l’orecchio ad un’eventuale rivelazione storica di Dio attraverso la parola umana. L’uomo è l’ente che è dotato di una spiritualità recettiva aperta sempre alla storia e nella sua libertà in quanto tale si trova di fronte al Dio libero di una possibile rivelazione, la quale, nel caso si verifichi, si effettua sempre mediante “la parola” nella sua storia, di cui costituisce la più alta realizzazione. L’uomo è colui che ascolta nella storia la parola del Dio libero. Solo così egli è quello che deve essere.” (Uditori della Parola, di Karl Rahner, Borla)

Siamo esseri viventi in ascolto, in grado di cogliere un “tu” oltre al “sé” e riceviamo la nostra felicità e il nostro vero “io” dall’ascolto e della scoperta dell’esistenza di ciò che è altro da noi. Educazione all’ascolto e spiritualità si intrecciano così, indissolubilmente.

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